Non tutto ciò che si discosta dal progetto assentito è una difformità. Esiste una fascia di scostamenti minori che la legge considera fisiologici e che non costituiscono illecito edilizio: sono le tolleranze costruttive, disciplinate dall'art. 34-bis del DPR 380/2001. Il Salva Casa le ha ampliate in modo significativo, ed è oggi uno degli strumenti più utili — e più fraintesi — nella verifica di conformità.
Questa guida spiega cosa rientra nelle tolleranze, quali sono le nuove soglie, come si distinguono dalle difformità vere e proprie e come si attestano correttamente.
Cosa sono le tolleranze costruttive
Una tolleranza costruttiva è uno scostamento di entità limitata tra ciò che è stato realizzato e ciò che era assentito nel titolo. Il legislatore riconosce che la costruzione reale può divergere lievemente dal disegno di progetto senza che questo configuri un abuso: differenze nelle misure, piccole irregolarità geometriche, diverse collocazioni di elementi non essenziali.
La conseguenza giuridica è netta: la tolleranza non è una difformità. Non va sanata, perché non c'è nulla da sanare. Va però accertata e attestata dal tecnico, perché è proprio l'attestazione a "qualificare" lo scostamento come tollerabile anziché abusivo.
Le due categorie: dimensionali ed esecutive
L'art. 34-bis distingue due tipologie di tolleranza, con logiche diverse.
1. Tolleranze dimensionali
Riguardano gli scostamenti nelle misure rispetto al progetto: altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta, volume. Sono ammesse entro soglie percentuali: se lo scostamento resta sotto la soglia, è tolleranza; se la supera, diventa difformità da valutare con gli strumenti ordinari.
2. Tolleranze esecutive
Riguardano le irregolarità di esecuzione e una serie di modifiche minori intervenute in cantiere: irregolarità geometriche, diversa collocazione di impianti e opere interne, modifiche alle finiture e altre difformità di scarso rilievo eseguite durante i lavori. Non sono ancorate a una percentuale, ma alla loro natura non sostanziale.
Le soglie dopo il Salva Casa
Prima della riforma, la soglia delle tolleranze dimensionali era fissa al 2%. Il Salva Casa (DL 69/2024, conv. L. 105/2024) ha introdotto un sistema scalare, che aumenta la soglia per le unità immobiliari più piccole — dove anche un piccolo scostamento assoluto pesa molto in percentuale:
| Superficie utile dell'unità | Soglia di tolleranza |
|---|---|
| Inferiore a 60 mq | 6% |
| Tra 60 e 100 mq | 5% |
| Tra 100 e 300 mq | 4% |
| Tra 300 e 500 mq | 3% |
| Oltre 500 mq | 2% |
Cosa NON rientra nelle tolleranze
L'errore più pericoloso è "allargare" il concetto di tolleranza a scostamenti che non lo sono. Restano fuori dall'art. 34-bis e vanno trattati come difformità:
- gli scostamenti dimensionali che superano la soglia percentuale applicabile;
- le modifiche che incidono su volumetria, sagoma o destinazione d'uso in modo sostanziale;
- le opere realizzate in assenza o totale difformità dal titolo;
- gli interventi su immobili vincolati, dove la disciplina di tutela può essere più rigorosa.
In questi casi il percorso non è l'attestazione di tolleranza, ma la valutazione di una sanatoria (art. 36 o art. 36-bis), di una variazione catastale o, nei casi più gravi, la presa d'atto di un abuso.
Come si attestano le tolleranze
Le tolleranze non richiedono un titolo edilizio. Si attestano con una dichiarazione asseverata del tecnico abilitato, che può essere resa:
- in sede di presentazione di una SCIA, CILA o permesso per un nuovo intervento;
- nella documentazione a corredo di una compravendita (es. all'interno della RRE);
- in qualsiasi atto in cui occorra dare conto della conformità dello stato di fatto.
La dichiarazione deve indicare con precisione lo scostamento rilevato, la categoria (dimensionale o esecutiva), la soglia applicabile con il relativo calcolo e — per le tolleranze dimensionali maggiorate — la data di realizzazione che giustifica l'applicazione della soglia scalare.
Domande frequenti
Dal rilievo all'attestazione, con i dati sempre in ordine
Regulor tiene insieme rilievo, titoli e dati catastali nel fascicolo digitale dell'immobile e applica il motore tolleranze art. 34-bis aggiornato al decreto Salva Casa: per ogni difformità calcola in automatico l'esito — conforme, in tolleranza o fuori tolleranza — mostrando fasce e commi che motivano la valutazione. Da lì redige la Relazione di Regolarità Edilizia e, per gli scostamenti fuori tolleranza, prepara la pratica di sanatoria. L'esito resta sempre da validare e firmare dal tecnico.
Prova Regulor gratis per 30 giorni →Articolo aggiornato a giugno 2026. Riferimenti: DPR 380/2001 art. 34-bis; DL 69/2024 conv. L. 105/2024. Contenuto a scopo informativo: le soglie e l'ambito di applicazione vanno verificati sul testo vigente dell'art. 34-bis e in relazione alla normativa regionale e comunale. Ogni attestazione richiede la verifica del caso concreto.